La vignarola
Quest’anno la nostra Pasqua l’abbiamo celebrata nel Lazio al Parco Nazionale di Bracciano, sull’omonimo lago, ospiti di Villa Chiurlo.
Tra tanti piatti tipici che abbiamo potuto assaggiare ce n’è stato uno in particolare che ha destato la nostra curiosità: la vignarola.
La vignarola è un tipico piatto della tradizione contadina, un piatto povero utilizzato in tutto il Lazio. Sembra aver avuto origini nella zona dei Castelli romani e leggenda vuole che, al ritorno dal lavoro nelle vigne, i contadini andassero nell’orto a raccogliere le verdure di stagione per poi cucinarle tutte insieme fino ad ottenere una buona e nutriente zuppa. Verdure primaverili, facili da reperire e da coltivare, e che non facevano fatica a crescere anche nell’orto di casa: carciofi, fave fresche, cipollotti, lattuga romana, piselli teneri.
Pare che il nome derivi dal dialetto romanesco “vignaroli” con il significato di ortolano e che quindi, probabilmente, la zuppa venisse confezionato con le verdure stagionali che venivano avanzate dalla vendita al mercato.
Qualunque sia l’ipotesi più o meno veritiera, sappiamo di sicuro che la sua preparazione non ha nessuna testimonianza scritta ma viene tramandata per via orale di generazione in generazione, il che dà adito a una serie innumerevoli di varianti e anche a una certa flessibilità nella sua collocazione all’interno dello stesso menu. Il piatto infatti può essere servito come antipasto, come zuppa o come contorno.
Noi l’abbiamo mangiata nella versione romana della nostra cara amica Raffaella Wetzl di cui, con il suo permesso, vi riportiamo la ricetta.
Ingredienti: Piselli, fave, carciofi, lattuga romanesca, cipollotti.
Ricetta di Raffaella
Soffriggi i cipollotti con dell’olio, poi in sequenza e a distanza di 5 minuti uno dall’ altro: carciofi, fave, piselli e, per ultima, la lattuga. Gli ingredienti devono essere cucinati dal più coriaceo al più tenero. Quindi sfuma con del vino bianco. Copri con il coperchio per altri 5 minuti, aggiungi sale e fai cucinare altri 10 minuti.
Un piatto davvero prelibato che, grazie a Raffaella, abbiamo deciso di gustare come contorno.

