Alfonso Ceccarelli, il falsario di Bevagna e i tartufi

Personaggio poliedrico nella Bevagna del 1500, fu medico, letterato, storico, avventuriero e soprattutto falsario, “il più inventivo falsario del Rinascimento” come venne definito da Pierre Toubert .

Nacque a Bevagna il 21 febbraio del 1532. Divenuto medico esercitò dapprima la professione a Bevagna quindi, nel 1558 si sposta a Giano dell’Umbria, per tornare dopo un anno a Bevagna, nel 1559, dove comincia a scrivere di geografia e botanica; egli esercitò la professione a San Gemini, Orte, Orvieto, Nepi e a Canzano di Teramo.

Nel 1562 si recò a Roma per la prima volta, membro di una delegazione bevanate inviata a Pio IV, probabilmente per ottenere per Bevagna la qualifica di “Città”. Nel 1564 pubblicò a Padova le sue prime opere note, tra le quali un Opusculum de Tuberibus che è ad oggi il più antico trattato di micologia.

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