Giunio Moderato Columella e il De re rustica

Ancora oggi, dopo numerosi secoli di storia e altrettante rivoluzioni tecnologiche, gli studiosi specializzati nel settore delle scienze agrarie prendono come riferimento il trattato di I sec. d.C. composto dallo scrittore romano di agricoltura L. Giunio Moderato Columella.

Questi nacque intorno al 4 d.C. presso Cadice, cittadina della provincia iberica, area sottomessa alla dominazione romana dal 206 a.C. Intraprese la carriera militare arruolandosi nell’esercito, ottenendo il conseguimento della carica di tribuno durante la sua permanenza in Siria nel 34 d.C., implementando così il proprio cursus honorum. In seguito alla permanenza nelle legioni, Columella decise di dedicarsi a una vita agreste, lontano dalla quotidianità cittadina e propenso alla dimensione più frugale dell’esistenza.

Pare che la sua passione verso la natura e la scienza della biologia fosse dovuta all’influenza dello zio, M. Columella, fautore diversi esperimenti nel campo zoologico tra cui gli incroci di svariate specie animali. Era proprietario di fattorie e tenute agricole in parte del centro Italia, tra cui Alba, Ardea e Carsoli, luoghi ove praticò lo studio dell’agricoltura e il lavoro nei campi.

Considerato il più grande scrittore di agricoltura dell’età romana, attuò la stesura del De re rustica, trattato di dodici libri inerente alle tecniche agricole e a tutti gli elementi connessi al mondo agreste.

Attuò una specifica nonché dettagliata analisi riguardo le categorie di fondo coltivabile e le specie vegetali presenti lungo la penisola, consigliando la tipologia di coltura da applicare ai terreni in base alla conformazione geologica e all’area geografica. Si soffermò in particolare sulle colture di vite e olivo, preponderanti nella cosiddetta “macchia Mediterranea”, coltivabili nelle zone costiere ma anche in quelle più secche e brulle. Columella impiegò come riferimenti storiografici le fonti di A. Cornelio Celso, Cn. Tremellio Scrofa, autori greci del tempo e il cartaginese Magone.

Dedicò l’incipit del trattato a P. Silvino, agricoltore che abitava presso una villa adiacente alla sua; fece riferimento alle costanti lamentele mosse dai cives di Roma contro la produttività agricola e la scarsità delle materie prime nelle zone rurali, riconoscendone la totale inesperienza in materia e l’ignoranza nei giudizi a sfondo scientifico. Il pensiero critico  dell’agricoltore romano non si discosta poi molto da quello degli studiosi odierni: la volontà di applicare alla materia trattata un metodo di studio concreto, assai distante dalle credenze popolari e dagli influssi dell’astrologia applicati all’agricoltura.

Il pragmatismo e lo sperimentalismo sfociano in una visione moderna di agraria, disciplina non più relegata al marginale ruolo della produttività della terra, ma parte di una coscienza quasi imprenditoriale, nella capacità di applicazione del valore produttivo alla componente economico-finanziaria attraverso lo sviluppo tecnologico e la crescente domanda sul mercato.

Disponiamo tutt’oggi di quattro dei dodici libri del trattato: il libro secondo, incentrato sulla semina di legumi, farro e cereali; il libro terzo, dedicato ai metodi dell’aratura, alla coltura della vite, alla propria esperienza personale nella vita di campagna; il quarto libro, inerente a come prendersi cura delle colture e, infine, l’undicesimo libro riguardante la difesa delle piante durante il freddo clima invernale. Il decimo libro, scritto in esametri e a noi non pervenuto, sembra fosse dedicato a Virgilio, autore contemporaneo di Columella, nonché sua fonte di ispirazione attraverso le celebri raccolte dedicate alla natura,  Bucoliche e Georgiche.

Ulteriore opera interamente tramandata è De arboribus, sorta di enciclopedia concernente lo studio e la catalogazione di numerose specie vegetali. Gli scritti di Columella sono giunti ai posteri attraverso le traduzioni dell’umanista italiano Poggio Bracciolini, il quale visitò diversi monasteri d’Oltralpe rinvenendo fonti fondamentali per il processo filologico di assemblaggio delle fonti scritte.

 

Bibliografia

Columella, De re rustica, Loeb, Londra, 1968.

Forni, G.; Marcone, A. Italia Romana, Polistampa Edizioni, 2002.

Forni, G.; Mariani, L. Columella: il padre di tutti gli agronomi. Agrarian Sciences, 2015