Il custode dell’orto
Abbiamo incontrato nel nostro ultimo simposio dedicato all’arte e alla cucina il prof. Pasquale Dotto di cui riporteremo, in modo casuale e sintetico in vari articoli, le sue testimonianze.
Oggi l’attenzione è rivolta a il Custode dell’orto, un magnifico esempio di arte lapidea.
Il Custode dell’orto si erge in tutta la sua fiera alterigia a sorvegliare l’alternarsi delle stagioni e le coltivazioni dei campi, a tutela dell’ andamento naturale dei raccolti. Il suo fisico imponente è composto di prodotti della terra, ogni specie di frutta e verdura vanno a formare il corpo maestoso: pere, cipolle, cetrioli, mele, peperoni a sostegno delle sue gambe robuste; mazzi di sedani, cipollotti e aglio a formare le nodose braccia; lunghe carote al posto delle dita, una zucca tonda a indicare il ventre e un trionfo di zucchine, cavolfiori, lattuga e frutta a comporre l’ampio torso a salire fino a un collo di asparagi stretti in un fascio massiccio che si inerpicano sulla nuca fino a formare, con le punte, un intuitivo cappello militare. Il viso austero ha una barba di carciofo, un fico come naso e due diligenti castagne come occhi che scrutano la vastità dei campi. Un braccio è appoggiato su una clava, deterrente per i profanatori e garanzia per l’integrità del luogo e l’altro regge un mantello di erbe intrecciate. Una figura mitologica a difesa di Madre natura.
Il guardiano è una statua di quasi due metri attribuita a un anonimo artista lombardo databile tra la fine del XVI e la metà del XVII secolo ed è una rarissima trasposizione plastica ad imitazione dei capolavori di Giuseppe Arcimboldo (1526-1593) il celebre artista che fu alla corte di Massimiliano II e Rodolfo II d’Asburgo. La targa che la accompagna riporta un’epigrafe in latino che dice:
Non sum vertumnus nec pomonam cupio
Sum in Humanis et non homo
simulacrum hominis simulatum
horti custos horti fructos collegi in unum puta
ut fragiles diu duraturos habeas
exposui oculo fictos ut a veris manus avertas sed
mentiri nescio licet mentita figura
sum sine sexu saxum
non sine humanitate
quia fructos hominis amica imago
ego compendium horti
horto praesideo hortum exhibeo hostem prohibeo
tu qui ades et legis
urbana lege si quid appetis pete
petitum habe et abi
Non son Vertunno né bramo Pomona
sono tra gli uomini, non uomo,
falsa statua d’uomo,
custode dell’orto, ho raccolto insieme
tutti i frutti dell’orto pensa
perché tu abbia più duraturi i frutti fragili
anzi, affinchè tu non ne abbia affatto
mostro all’occhio frutti finti
perché si tengano le mani lontano da quelli veri
ma non so mentire anche se figura finta sono
sasso senza sesso
non senza umanità
perché sono l’immagine amica
dell’uomo fruttuoso
sono il compendio dell’orto
offro i suoi frutti
tengo lontano il nemico
tu che sei presente e leggi
se desideri qualcosa chiedilo educatamente
prendi quello che hai chiesto e vai.
Ed eccolo là Vertumno, il riferimento chiaro all’omonimo e più celebre quadro di Arcimboldo che ritrae l’imperatore Rodolfo II assemblando gli ortaggi delle quattro stagioni. Quel Vertunno, il dio romano amante di Pomona che governa le stagioni, ideale di pace e prosperità, ecco, non è lui. Anzi lui dice di essere solo il custode dell’orto che tiene lontani i malintenzionati. Niente di più. Un gigantesco Ercole ricoperto di vegetazione che mostra i suoi frutti finti perché non vengano toccati quelli buoni e succosi dai nemici, ma disposto a cederne qualcuno se chiesto educatamente. Il nostro possente eroe senza nome a difesa della Natura, è una scultura, oggi più che mai, che condensa principi attualissimi.
L’enorme figura trova la sua prima collocazione certa nel giardino della villa di Gasletto a Monza, nel 1664, proprietà del conte Antonio Aliprandi, quindi nel 1834 la scultura si trova a Crescenzago a Villa Pino, poi Beretta. Un documento del 1921 situa la statua nel giardino di Trescore Balneario di Giuseppe Piccinelli.
La statua oggi fa parte della collezione privata di Ernesto della Torre Piccinelli.
Consiglio la lettura di: “Il cibo nell’arte. Capolavori dei grandi maestri dal Seicento a Warhol” catalogo della mostra, Brescia, Palazzo Martinengo Cesaresco, 24 gennaio-14 giugno 2015, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, 2015.



