Una voce per Dodici
Decidere di scrivere sui social media non è stata un’impresa così facile come pensavamo. Le dinamiche di queste piattaforme relazionali, dove l’aspetto di reciprocità è fondamentale, si sviluppano obbligatoriamente su scambi individuali, su similarità di pensiero, di forma, di impostazione, su interessi comuni.
I contenuti sono la linfa principale che attraversa tutti i social, ma siamo sicuri che siano il punto cardine di chi i social li frequenta? Non è forse necessario porre in primo piano la propria immagine oltre al contenuto? Certo è vero, l’immagine fa contenuto: non è forse vero che una faccia rassicurante, intelligente e professionale mi convince maggiormente, mi infonde più fiducia della sola parola scritta?
Ecco perché è stato difficile per tutti noi decidere di andare sui social media. Noi chi siamo in questo panorama digitale? Siamo quelli che, animati dal desiderio di divulgare la storia della cucina in quanto traccia profonda del percorso storico di una comunità, abbiamo deciso di riunirci in un gruppo per metter in evidenza e risalto soprattutto il contenuto, il racconto, l’aneddoto che, speriamo con gioia, sia di vostro gradimento. Quindi, ci siamo detti, niente faccia, solo testo. Difficile da comunicare, difficile da “far vedere”. Già. Ma siamo convinti che questo permetta al lettore di acquisire le informazioni senza nessun filtro, perché l’immagine non è semplicemente una rappresentazione neutra del contenuto e potrebbe, in qualche modo, influenzare la percezione di quella data informazione. Mentre noi riteniamo importante che sia innanzitutto la storia della cucina, gli aneddoti sulla tavola ad essere messi in evidenza non le nostre specificità e ne siamo così tanto convinti che proponiamo, per chi vuole, l’uso di uno pseudonimo per aumentare ancor più la centralità dei contenuti. D’altronde è come leggere un libro, il testo è l’assoluto protagonista, il pensiero dell’autore è in primo piano, la sua faccia… beh.. chissà.
A tutto questo vi è un’eccezione, ovviamente. Non tanto per i social ma per il piano editoriale stesso abbiamo scelto una portavoce, la fondatrice di tutta questa iniziativa e di Cibo Ludens, il nostro cookazine: Samantha Lenarda, scelta all’unanimità perché la cultura deve avere un tramite e una voce viva che porti questa nostra iniziativa di divulgazione anche fuori dalla pagina scritta.
Grazie a tutti

