Alberto Manguel: Ricettario dei luoghi immaginari
Leggere è un bene prezioso, è il lusso che tutti possono permettersi.
Leggere tocca mondi sconosciuti, stimola le idee, crea dubbi, risolve gli abissi, spinge a un movimento di coscienza o semplicemente allevia dalla routine del quotidiano.
Quindi apriamo una nuova rubrica che si occuperà di fare piccole recensioni di libri che riguardano la cucina in tutte le sue declinazioni, in modo che chi ci segue possa trovare nuove letture che ancora non ha fatto.
Questo è uno spazio aperto in cui chi vuole può inviarci la propria recensione di un libro che ha letto di qualsiasi anno o edizione sia, e non serve che sia di cucina ma che in qualche modo ne parli.
Partiamo noi con un libro uscito per la prima volta a Lisbona nel 2021 e poi in Italia per la casa editrice Vita e pensiero nel 2022 e tradotto da Giovanna Baglieri.
Il titolo è Ricettario dei luoghi immaginari, l’autore è Alberto Manguel.
Alberto Manguel (1948) è uno scrittore, saggista e traduttore argentino. Ancora adolescente, mentre lavora in una libreria di Buenos Aires conosce Jorge Luis Borges che, ormai cieco, gli chiede di diventare il suo lettore. Fu l’inizio di una lunga amicizia per cui scrisse il saggio Con Borges nel 2004.
Si allontana dall’Argentina poco prima che la Giunta militare guidata dal generale Videla prenda il potere e, negli anni Settanta, vive in varie luoghi, dalla Francia alle Isole del Pacifico a New York, per un tempo limitato. Negli anni Ottanta si trasferisce in Canada fino agli anni Duemila, poi torna a Buenos Aires dove diventa Direttore della Biblioteca nazionale e nel 2020 si trasferisce definitivamente a Lisbona dove apre il Centro internazionale sulla lettura al quale dona la sua biblioteca di 40.000 volumi.
Sì, 40.000! Infatti prima di scrittore, saggista e traduttore, prima di ogni categorizzazione, Alberto Manguel si definisce un appassionato lettore di libri e non si può dire che non ne abbiamo la prova.
Il Ricettario dei luoghi immaginari è un libretto apparentemente innocente, quasi un divertissement, ha la parvenza di un esercizio di stile. In realtà, grattata via la prima impressione che si potrebbe avere fermandosi al nome “ricettario” presupponendo una serie di solite indicazioni usuali, gli strati di cui è impregnato questo libro sono di una profonda conoscenza letteraria, di una spiccata curiosità, di un’appassionata ricerca e di grande cura.
La cucina è una particolarità, una ricercatezza che aiuta a definire il carattere di un personaggio, un’ambientazione, un’epoca storica e Alberto Manguel in questo libro non se ne fa sfuggire una, immaginando i piatti e le loro composizioni per addentrarsi ancor di più nel tessuto letterario.
“Ci identifichiamo con i libri che amiamo; in un certo senso diventiamo il personaggio stesso di cui seguiamo la vita, pagina dopo pagina” quindi verremo trasportati e incuriositi anche dalle pietanze che quei personaggi mangeranno. Che sapore avranno i sandwich al cetriolo che Algernon mangia nell’Importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde? E che celestiale profumo avrà il curry alle verdure che assaggia Kim nell’omonimo romanzo di Kipling? Le ricette spesso ce le forniscono gli stessi scrittori incastonandole nelle trame del racconto e costruendo così una sorta di “letteratura parallela”. Alberto Manguel le scova e le mette in pratica con dovizia: “aspetto sempre con trepidazione il momento in cui un personaggio deve fermarsi per mangiare, perché, per me, anche soltanto menzionare il cibo rende la storia più umana.” Le ricette che troverete provengono da “luoghi che esistono soltanto nell’immaginazione” quali ad esempio l’isola dei Lotofagi di cui avete letto in Omero, il Paese del Bengodi di cui parla Boccaccio o le delizie che Jonathan Swift fa assaggiare a Gulliver durante i suoi viaggi.
Una cosa è certa: se non vi verrà voglia di cucinare, sicuramente dopo la lettura di questo libro vi verrà voglia di riprendere in mano i Classici della letteratura o di scoprirne di nuovi.

Alberto Manguel, Ricettario dei luoghi immaginari, con illustrazioni dell’autore, traduzione di Giovanna Baglieri, Vita e Pensiero, Milano, 2022
Altri titoli dello stesso autore (tradotti in italiano):
Una storia della lettura
Diario di un lettore
Una storia naturale della curiosità

