La società del risotto

I menu raccontano, e i loro racconti ci danno le ali per viaggiare nel tempo e nello spazio. Questa volta, ad esempio ci portano in Egitto e, più precisamente al Cairo, ove il 17 febbraio1893 la Società del Risotto onora con un banchetto il senatore Mariano Semmola.

Per capire cos’era la Società del Risotto vado a leggere cosa scrive G.B. Danovaro nel 1901 nel suo libro L’Egitto all’alba del XX° secolo – Cenni storici e biografici[1]:
“Mancava in Cairo assolutamente un luogo di riunione e di gioviale passatempo per gl’Italiani, che volessero per qualche ora obliare le noie monotone degli affari, le piccole molestie della vita quotidiana. A ciò opportunamente provvide un piccol numero di nostri egregi concittadini: Figari, Bonola Bey[2], Buslacchi, De Sirillo, Arbib, Viligiardi, e ing. Centonze Bey. Essi fondarono la Società del Risotto ad imitazione della nota società Italiana in Parigi detta Polenta.[3]

Bellissima, felice idea!

Innanzi al Risotto non vi sono dissensi di opinioni politiche, sociali o religiose; ed in breve il piccol numero di fondatori s’andò ingrossando, e i sei sono oggi divenuti cento, e ben si può dire che questa riunione rappresenti la parte più eletta della Colonia, nelle sue diverse categorie.
Avvocati, ingegneri, medici, commercianti, artisti, uomini di scienze e lettere, ecc.

Per giovarci d’un vocabolo speciale, diremo che il Circolo del Risotto può essere presentato come il campionario della nostra Colonia di Cairo. Il bel locale che la società occupa attualmente nel più nobile ed elegante quartiere della città, è stato costruito espressamente, su disegno del valente architetto Lasciac[4], in un terreno dei Sigg. Suares all’Ismailia.

In occasione della venuta in Cairo di Italiani degni di riguardo, la Società del Risotto offre loro un luogo di gradevole trattenimento fra mezzo a concittadini e gente per bene, come è avvenuto allorché passò il general Cagni[5], reduce da Massawa co’ suoi ufficiali, il Conte di Torino[6], la Duse, G. D’Annunzio, Novellin e Barthelemy. Insomma, la Società del Risotto è la sola che, scevra d’ogni scopo serio, politico e religioso, ma nell’intento dell’onesto passatempo e ritrovo d’Italiani dabbene, possa stare al pari col Club Kediviale[7], o con lo Sporting-Club; e in mezzo a’ soci ogni cittadino Italiano che venga a passar qualche giorno sulle rive del Nilo (purché sia persona degna e stimabile) troverà sempre lieta e civile accoglienza. Onore al Risotto!”

Aggiungo solo per completezza che oltre al Circolo del Risotto del Cairo e a quello della Polenta di Parigi, esisteva ad Alessandria d’Egitto il Circolo degli Spaghetti, un tributo alla nostra cucina con l’evidente intenzione di evitare qualsiasi richiamo a temi politici, sociali o religiosi.

Del senatore Mariano Semmola sappiamo che è stato uno dei più grandi esponenti della scuola medica napoletana, docente universitario, prima deputato (1882-1886) e poi senatore del Regno (1886-1896).

Il menu prevede: Consommé printanière e, dopo l’antipasto (caisses alla finanziera), pesce con salsa Windsor, filetto di manzo alla veneziana, foie-gras, fondi di carciofi all’italiana, beccaccini su canapé, insalata di stagione, bomba napoletana, gran dessert seguiti da caffè e liquori. Se nelle portate c’è qualche riferimento alla cucina nazionale, i vini sono francesi, a conferma come nell’Ottocento anche nelle comunità italiane i vini di casa nostra, almeno nelle grandi occasioni, non trovassero posto.

Cartoncino policromo 112×168 mm stampato al Cairo dalla tipografia Boehme&Anderer

[1] G.B. Danovaro “L’Egitto all’alba del XX° secolo” edito da J.C. Lagoudakis, Alessandria d’Egitto, 1901

[2] Federico Bonola, conosciuto come Federico Bonola Bey (Milano, 1839 – Il Cairo, 1912) è stato un patriota ed esporatore italiano che ha combattuto nelle guerre risorgimentali come garibaldino e nelle campagne dell’Italia meridionale contro il brigantaggio.

[3] La Società della Polenta era un’associazione culturale fondata a Parigi nel 1880 da artisti ed intellettuali italiani, tra i quali lo scrittore Jacopo Caponi (noto come “Fanfulla”) ed il pittore Cesare Augusto Detti; funzionava come circolo sociale per la comunità italiana a Parigi alla fine del XIX secolo, organizzando cene ed eventi musicali e culturali.

[4] Antonio Lasciac (Gorizia, 1856 – Il Cairo, 1946) è stato un architetto italiano che ha lavorato in Egitto per più di cinquant’anni, tra il 1882 ed il 1936.

[5] Il generale Manfredo Cagni ha comandato la II Brigata nell’occupazione dell’Eritrea nel 1888.

[6] Vittorio Emanuele di Savoia-Aosta (Torino, 1870 – Bruxelles, 1946).

[7] La “Société Khédiviale de Géographie” è una sococietà geografica fondata nel 1875 durante il periodo del Chedivato d’Egitto; svolgeva attività di studio pubblicando bollettini, con legami con la cultura italiana.