Donne Stellate

Nel firmamento dei riconoscimenti gastronomici le donne hanno ottenuto tardi l’incoronazione e solo nel Novecento sono riuscite a conquistare le vette più alte.

La prima donna che ricevette il premio dei gommisti più celebri del mondo fu Eugenie Brazier (1895-1977). Ne abbiamo già parlato qui. Non contenta strappò il doppio punteggio nell’arco di un breve periodo di tempo: tra il 1933 e il 1939 guadagna 3 stelle Michelin nel suo ristorante in Rue Royal “la Mère Brazier”, e altre 3 per la sua nuova insegna in campagna, a venti chilometri da Lione.

Tra loro vi fu anche, pochi mesi dopo la Brazier, Marie Bourgeois (1870-1937) che sempre nel 1933 riceverà le sue 3 stelle per il suo ristorante “La Mère Bourgeois” e le manterrà fino al 1937.

E non si può dimenticare Marguerite Bise (1898-1965) che insieme a Brazier e Bourgeois costituiscono il gruppo oggi chiamato le Grandi “Mère de Lion”. Pioniera della cucina francese aprì il ristorante “Auberge du Père Bise”, in ricordo del marito, e vinse le 3 stelle Michelin nel 1951.

La spinta, come abbiamo visto, viene dalla Francia e, ben prima delle nostre tre stellatissime chef, la conquista di un posto da dove scrivere la storia parte proprio dalle Mères, nome che indicava propriamente le donne che si occupavano della cucina, con la Mère Guy che a inizio Ottocento aveva messo in piedi un piccolo locale in cui i lionesi se ne andavano a pranzare nei giorni festivi e poi con la Mère Brigousse, Celestine Blanchard, la Mère Pompon e la Mère Filioux, dove fece i suoi primi passi Eugenie Brazier.

E dopo le quattro sorelle Bise, Marie, Marguerite, Charlyne e Sophie, di cui, come abbiamo visto la seconda è stellata, è il turno di un’altra donna determinata che da Nizza approda in Italia: Annie Feolde (1945) che assieme al marito toscano, apre l’Enoteca Pinchiorri e nel 1993 diventa la prima cuoca che riceve le 3 stelle Michelin in Italia.

La seconda cuoca italiana in ordine cronologico ad ottenere le 3 stelle Michelin è Nadia Santini, talento sconfinato, proviene da una famiglia di ristoratori e viene premiata nel 1996 per il ristorante di famiglia Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio (MN) e per la sua pasta ripiena.

Terza chef con 3 stelle Michelin è Luisa Marelli Valazza con il suo Ristorante Hotel “Al Sorriso”. E’ stata una delle prime autodidatte a conquistare l’agognato premio: parte come aiuto cuoco del marito che, per problemi lavorativi, la lascia sola a condurre la cucina. Lei si rifugia nei libri, studia “fortissimamente” e scala in pochissimi tempo la vetta della terza stella nel 1998.

Molte altre donne, anche se non stellate, hanno segnato un percorso chiaro da seguire. Ne ricordiamo solo qualcuna: Nicolasa Pradera (1870-1959) nata nei Paesi Baschi da una umile famiglia va presto a servizio come aiuto cuoca presso una famiglia molto ricca e quando si trasferiscono a San Sebastian, Nicolasa è al seguito e diventa capo cuoca. Nel 1912 apre il ristorante Casa Nicolasa a San Sebastian che diventerà così famoso per la sua tipica cucina basca che attirerà l’attenzione dei grandi personaggi più in vista dell’epoca. Nel 1933 scrive “La cocina de Nicolasa” che ebbe 8 edizioni e divenne un punto di riferimento per la gastronomia spagnola.

E dall’altra parte dell’oceano mi preme ricordare Julia Child (1912-2004) che ha insegnato l’arte della buona tavola e ha influenzato la cucina americana convincendo tante giovani donne a fare della cucina il proprio lavoro.

Sono tantissime le professioniste che non sono state citate, ma è da sottolineare che ancora oggi solo il 4% delle stelle vengono assegnate a chef donne. Su 130 ristoranti stellati solo 5 donne possono vantare ancora oggi le 3 stelle: Elena Arzak, Dominique Crenn, Annie Feolde che la detiene dal 1993, Anne Sophie Pic con il primato del maggior numero con ben 7 stelle sparse per i suoi raffinatissimi locali, e per finire Nadia Santini che mantiene le tre stelle dal 1996.