Il tacchino del Ringraziamento
A partire dalla fine del XVI secolo, anche grazie alle nuove tecniche di navigazione, la costa atlantica dell’America del Nord comincia a essere colonizzata con una certa regolarità da genti tra loro molto diverse sotto il profilo politico, religioso e sociale. Si stabilirono i quaccheri in Pennsylvania, gli olandesi nei Nuovi Paesi Bassi, i puritani nella Nuova Inghilterra, fino ai cercatori d’oro a Jamestown e ai galeotti forzati in Georgia.
All’inizio del ‘600 la chiesa anglicana vive alcune scissioni, un pesante travaglio che porterà alla nascita della Chiesa Calvinista e altre congregazioni. È in questo scenario di instabilità e persecuzioni che si inserisce la storia più conosciuta della nave mercantile Mayflower (fiore di maggio) a bordo della quale i cristiani puritani detti Padri Pellegrini salparono il 16 settembre 1620 da Plymouth in Inghilterra, per raggiungere due mesi dopo l’americano Capo Cod in Massachusetts.
In quelle terre inospitali il gelido inverno mise a dura prova la resistenza di quelle genti, fino a mettere in discussione la stessa sopravvivenza del gruppo ormai agli sgoccioli con le scorte alimentari. Furono i nativi americani della tribù Wampanoag (significa “Gente della Prima Luce”) a venire in soccorso ai coloni. Li salvarono facendogli conoscere la coltura del mais e la caccia alla fauna locale, in particolare al tacchino.
Per celebrare la salvezza, con il primo abbondante raccolto, i Padri Pellegrini organizzarono una grande “Festa di Ringraziamento”, naturalmente invitando i Wampanoag a banchettare e solennizzare il momento.
Nasce così la tradizione, che oggi rappresenta uno dei momenti più sentiti dagli americani, il Thanksgiving Day che George Washington, nel 1789, proclamerà come festa nazionale e successivamente Abraham Lincoln stabilirà al quarto giovedì di novembre quale sua data ufficiale.
Giovedì 27 novembre 2025, Giorno del Ringraziamento
Ai nostri giorni il Thanksgiving Day negli Stati Uniti esprime la gratitudine per le cose buone ricevute durante tutto l’anno. Una festività che anticipa il Natale e rappresenta la grande convivialità delle famiglie che si riuniscono per condividere un pasto particolarmente abbondante nel quale non può mancare il tacchino al forno.
La ricetta più diffusa resta forse il tacchino farcito con castagne e salsiccia, ma ogni famiglia ha il suo ingrediente segreto: la frutta secca, l’uvetta, il mais e altro. Questa portata principale sarà accompagnata da ricchi contorni e salse, per esempio la salsa gravy che si prepara con il fondo di cottura della carne oppure la cranberry sauce (salsa agrodolce di mirtilli rossi). Non possono mancare le carote al forno e i fagiolini gratinati, soprattutto il purè di patate e il morbido pane di mais cornbread. (potete approfondire QUI)
Ma torniamo al nostro tacchino che vive in queste giornate un periodo particolarmente difficile, tanto da essere diventato proverbiale “sentirsi come un tacchino il Giorno del Ringraziamento” per sottolineare un momento particolarmente difficile per il pennuto!
In occasione della festa se ne consumano diversi milioni in America e allora ecco la tradizione della “grazia del tacchino”: una vera e propria cerimonia che si svolge ogni anno alla Casa Bianca. National Thanksgiving Turkey Presentation, un’usanza introdotta nientepopodimeno che dal presidente John F. Kennedy e che, a noi di qua dell’oceano, fa non poco ridere: dal 1963 il Presidente degli Stati Uniti concede la grazia a due tacchini, risparmiandoli dal destino di finire farciti dentro un forno americano. Naturalmente nella più grande democrazia al mondo i nomi dei tacchini da graziare dal 2003 vengono scelti con un apposito sondaggio allargato al popolo. Così, nemmeno a farlo apposta, nel primo sondaggio i nomi selezionati furono Stars e Stripes, quale omaggio alla bandiera a stelle e strisce.
La ricetta
C’è stato un tempo in cui le ricette per la preparazione del tacchino erano caratterizzate da insolite invenzioni culinarie. Per esempio il “Turducken”, nome che deriva dall’unione di turkey, duck e chicken (tacchino, anatra e pollo). Oggi rimane popolare in Louisiana, quale preparazione tipica della cucina Cajun: tacchino disossato ripieno di anatra a sua volta farcita con un pollo, una matrioska di sapori che stranamente mi fa venire in mente alcune preparazioni della nostra cucina rinascimentale.
Vediamo come preparare la ricetta classica a casa nostra per un tradizionale Thanksgiving dinner. Il segreto non è tanto nella cottura, ma nella marinatura della carne.
Per la marinatura del tacchino (di minimo 12 ore, meglio in frigorifero), va immerso nell’acqua assieme a un battuto grossolano di cipolla, sedano e carote, abbondante sale grosso, aggiungendo zucchero, alloro, pepe in grani, bacche di ginepro, salvia e rametti di timo e rosmarino.
Quindi va riempito con una farcia di pane raffermo mescolato a uova, mele renette tagliate a cubetti, castagne bollite e sminuzzate, formaggio stagionato grattugiato e bacon (in mancanza, pancetta affumicata), salsiccia. Il tutto mischiato con brodo vegetale e condito con sale, pepe, prezzemolo, salvia, timo. C’è chi aggiunge anche frutti rossi disidratati.
Una volta riempito con la farcia e ricucito va ricoperto interamente con una crema al burro aromatizzata alle erbe, fette di bacon, miele e senape. Quindi si passa alla cottura in forno, durante la quale andrà irrorato di tanto in tanto con brodo vegetale bollente.
Ovviamente la durata della cottura dipende dalle dimensioni del tacchino, consiglio comunque di mantenere la temperatura non troppo elevata (coprendo il tacchino con foglio di alluminio), alzandola alla fine per creare una bella doratura.

